Refik Anadol (nato nel 1985 a Istanbul, Turchia) è un artista multimediale e regista turco-americano, noto per il suo lavoro pionieristico nell’arte generata dall’intelligenza artificiale e basata sui dati. Crea installazioni immersive e sculture digitali che combinano machine learning, big data e architettura. La sua ricerca esplora l’intersezione tra percezione umana e intelligenza artificiale, spesso visualizzando schemi di dati invisibili. Anadol ha esposto a livello internazionale, tra cui al MoMA, alla Biennale di Venezia e al Centre Pompidou. Attualmente vive e lavora a Los Angeles, California, ed è una figura di spicco nell’arte digitale e generativa.
Wade Guyton (nato nel 1972 a Hammond, Indiana) vive e lavora a New York. È uno dei più influenti artisti contemporanei della sua generazione, noto per le sue opere e installazioni digitali. La sua pratica si distingue per l’uso di stampanti a getto d’inchiostro industriali con cui realizza grandi tele astratte, spesso caratterizzate da imperfezioni e glitch accidentali. Attraverso questa tecnica, Guyton esplora il rapporto tra tecnologia digitale e pittura tradizionale, ridefinendo i confini dell’espressione artistica.
Le sue opere sono state esposte in prestigiose istituzioni internazionali, tra cui il Whitney Museum of American Art e il Museum of Modern Art (MoMA) di New York. Considerato una figura chiave nell’arte post-concettuale e digitale, il suo lavoro continua a influenzare il dibattito sull’autorialità, la riproduzione e l’uso della tecnologia nell’arte contemporanea.
Lauren Halsey (nata nel 1987 a Los Angeles, California) è un'artista americana nota per le sue installazioni su larga scala, sculture e progetti guidati dalla comunità. Il suo lavoro fonde afrofuturismo, architettura e cultura di strada, spesso celebrando l'identità nera e South Central Los Angeles, dove vive. Crea monumenti, rilievi basati su testo e ambienti immersivi che riflettono la vita urbana, l'attivismo e la storia. Halsey ha esposto in importanti istituzioni come il Metropolitan Museum of Art e il MOCA di Los Angeles. È riconosciuta per la sua arte socialmente impegnata che reimmagina lo spazio pubblico e le narrazioni culturali.
David Hammons (nato nel 1943 a Springfield, Illinois) è un artista concettuale americano noto per le sue opere provocatorie e politicamente cariche, che criticano razza, potere e consumismo. Utilizza spesso oggetti trovati e materiali non convenzionali, come capelli, tappi di bottiglia e neve, per sfidare le forme artistiche tradizionali. Hammons ha guadagnato notorietà negli anni '70 con i suoi "Body Prints" e opere successive come "Higher Goals", un'imponente installazione a tema basket. Nonostante la sua influenza, mantiene una presenza sfuggente nel mondo dell'arte, evitando le gallerie commerciali. Le sue opere sono conservate in importanti istituzioni come il MoMA, il Whitney Museum e la Tate Modern. Attualmente vive e lavora a New York City.
Jacqueline Humphries (nata nel 1960 a New Orleans, Louisiana) è una pittrice astratta nota per il suo approccio sperimentale alla pittura gestuale e all'estetica digitale. Nei suoi lavori incorpora pigmenti metallici, luce ultravioletta e simboli digitali per spingere i confini dell'astrazione contemporanea. Il suo lavoro dialoga sia con la storia della pittura che con l'impatto della tecnologia sulla cultura visiva. Humphries ha esposto in importanti istituzioni come il Whitney Museum, la Dia Art Foundation e il Carnegie Museum of Art. È riconosciuta per le sue tecniche innovative, che fondono influenze tradizionali e digitali nella pittura. Attualmente vive e lavora a New York.
Jeff Koons (nato nel 1955 a York, Pennsylvania) è un artista noto per le sue sculture su larga scala che uniscono cultura pop, consumismo e arte. Ha raggiunto la fama con la serie *Banality* e gli iconici palloncini in acciaio inossidabile, come il *Balloon Dog*. Trasformando oggetti quotidiani in arte e abbracciando la produzione di massa, ha ridefinito l’arte contemporanea, sfumando il confine tra kitsch e avanguardia. Koons ha esposto a livello globale, tra cui al Whitney Museum, al Centre Pompidou e a Versailles. Tra gli artisti più controversi e di successo commerciale, attualmente vive e lavora a New York.
Florian Krewer (nato nel 1986 a Gerolstein, in Germania) ha studiato sotto la guida di Peter Doig alla Kunstakademie Düsseldorf. È noto per le sue rappresentazioni crude ed espressive della vita urbana e dell'identità queer. Le sue opere figurative su larga scala spesso raffigurano figure solitarie o dinamiche in ambientazioni oniriche e notturne. Influenzato dalla cultura di strada e dalle esperienze personali, nei suoi lavori fonde astrazione e intensità emotiva. Krewer ha esposto a livello internazionale, tra cui alla Michael Werner Gallery e alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Il suo lavoro è celebrato per l’uso audace del colore, il movimento e la profondità psicologica. Attualmente vive e lavora a New York.
Brice Marden (1938–2023) è stato un pittore che ha esplorato la tensione tra struttura e spontaneità. Emerso negli anni ’60 con austere superfici monocrome, ha poi abbracciato composizioni fluide e calligrafiche ispirate alla filosofia orientale e ai ritmi della natura. La sua arte ha armonizzato il rigore formale con la libertà del gesto, stratificando colore e linea in astrazioni meditative. Ha esposto in istituzioni come il MoMA, il Whitney Museum e il Guggenheim, rimanendo una figura centrale dell’astrazione del dopoguerra, capace di unire il minimalismo alla forza espressiva del segno.
Elizabeth Peyton (nata nel 1965 a Danbury, Connecticut) realizza ritratti di amici intimi, artisti e musicisti, oltre a figure letterarie e storiche, trasmettendo la complessità emotiva dei suoi soggetti. Il suo lavoro, caratterizzato da pennellate delicate e colori vibranti, cattura momenti fugaci di bellezza ed emozione. Influenzata dalla fotografia e dalla storia dell'arte, i suoi soggetti spaziano dai musicisti rock ai reali e alle icone culturali contemporanee. Peyton ha esposto in importanti istituzioni come il New Museum, il MoMA e il Centre Pompidou. È celebrata per aver ridefinito il ritratto nell’arte contemporanea con un approccio romantico e personale. Attualmente vive e lavora a New York.
Mohammed Sami (nato nel 1984) è un artista iracheno che vive e lavora a Londra, noto per la sua pittura atmosferica e intrisa di ricordi. Le sue composizioni spesso raffigurano interni e paesaggi inquietanti e semi-astratti, riflettendo temi di trauma, sfollamento e guerra. Traendo spunto da esperienze personali in Iraq e dalla sua vita in esilio, il suo lavoro esplora gli effetti persistenti del conflitto attraverso oggetti e spazi quotidiani. Sami ha esposto in importanti istituzioni, tra cui il Camden Art Centre e la Hayward Gallery. La sua arte è riconosciuta per l’evocazione sottile ma potente della storia, della memoria e dell'assenza.
Avery Singer (nata nel 1987 a New York City) è un'artista nota per il suo linguaggio visivo ispirato al digitale, che fonde tecniche tradizionali con la modellazione 3D e immagini generate al computer. Le sue creazioni, spesso realizzate con aerografo e tecnologia CNC, esplorano temi legati alla modernità, alla cultura digitale e alla storia dell’arte. Le composizioni monocromatiche e geometriche di Singer fanno riferimento sia alla pittura classica che all'estetica virtuale contemporanea. Ha esposto in importanti istituzioni come il MoMA, il Whitney Museum e lo Stedelijk Museum. Il suo approccio innovativo la posiziona come una figura di spicco nell’intersezione tra arte contemporanea e tecnologia. Attualmente vive e lavora a New York City.
Rudolf Stingel (nato nel 1956 a Merano, Italia) è un artista contemporaneo noto per il suo approccio concettuale alla pittura e all'installazione. Il suo lavoro sfida le nozioni tradizionali di pittura attraverso l'uso di materiali industriali, superfici tessili e elementi partecipativi. I suoi monocromi argentei e i ritratti fotorealistici di grande formato esplorano la texture, la memoria e la trasformazione. Ha esposto in importanti istituzioni, tra cui il Whitney Museum, Palazzo Grassi e il Museum of Contemporary Art Chicago. La sua pratica dissolve i confini tra astrazione, rappresentazione e ambienti immersivi. Attualmente vive e lavora tra New York e Merano.
Salman Toor (nato nel 1983 a Lahore, Pakistan) è un artista pakistano-americano noto per le sue opere intime e narrative che esplorano temi di identità queer, appartenenza sud-asiatica e diaspora. I suoi lavori figurativi, spesso realizzati con pennellate ricche ed espressive, ritraggono giovani uomini in ambienti domestici e sociali, mescolando fantasia e realtà. L’arte di Toor riflette esperienze personali e collettive di desiderio, appartenenza e dualità culturale. Ha esposto in importanti istituzioni come il Whitney Museum e il Baltimore Museum of Art. Il suo lavoro è celebrato per la narrazione evocativa e delicata, oltre che per la sua palette cromatica distintiva. Attualmente vive e lavora a New York City.
Jordan Wolfson (nato nel 1980 a New York City, USA) è un artista contemporaneo americano noto per le sue opere multimediali provocatorie, che spesso esplorano temi di identità, violenza e tecnologia. La sua arte combina frequentemente animazione digitale, scultura, video e robotica per confrontare gli spettatori con narrazioni complesse e coinvolgenti. Una delle sue opere più celebri è Female Figure (2014), un’animatronica figura femminile iperrealistica che esegue movimenti inquietanti mentre interagisce con il pubblico attraverso monologhi disturbanti. Il suo lavoro sfida i limiti dell’arte e invita il pubblico a interrogarsi sulle costruzioni sociali e sulle ambiguità morali. Wolfson ha esposto a livello internazionale, con importanti mostre presso il Whitney Museum of American Art e la Tate Modern. Attualmente vive e lavora a Los Angeles, California.